19 febbraio 2026

NYT Connections Hint - 19 febbraio 2026

Ma salve, connazionali di consonanti e vocali! Oggi 19 febbraio Connections mi ha fatto un regalo che puzzava un po’ di fieno pasquale e un po’ di paillettes da disco: un puzzle che sa di cioccolato, di legna ardente… e di saturé in puro stile John Travolta. Vi confesso che, quando ho visto BOYLE comparire sullo schermo, ho avuto un piccolo infarto metalinguistico: «perché mai un chimico irlandese dovrebà star qui?». Poi –click!– ho sentito il bollore della verità. Quindi se anche voi state cercando il filo che collega un uovo a un paio di scarpe da astronauto, mettetevi comodi: stiamo per infilarci mani, cravatta di rayon e fornelli.

Spiegazioni delle parole

  • PEEPS

    • PEEPS sono quei dolcissimi marshmallow a forma di pulcino che esplodono di zucchero appena li tocchi. In America se ne mangiano a manciate a Pasqua: colorati, teneri, così finti da sembrare veri. La prima volta che li ho assaggiati ho pensato «morbido come una nuvola zuccherata». Fate attenzione: la tentazione di farne una fila e cantare «peep-peep» è reale.

  • POKER

    • Un poker non è solo il gioco di carte che fa piangere i portafogli: è anche la sbarra di ferro che tiriamo fuoco dal fuoco per «scompigliare» la legna. Se non l’avete mai sventolato, vi siete persi il piacere di vedere le scintille volare come fuochi d’artificio sul balcone invernale del camino. P.S. il nome viene dal latino pullus, “piccolo”, perché… in fondo è un bastoncino?

  • DISCO

    • Disco è il battito di tamburo tra il funk e il desiderio di ballare fino a sudare paillettes negli occhi. Nata nei clubs newyorkesi, la parola evoca immediatamente il lampo di una pista colorata e un certo signore con la giacca bianca. Se la sentite in testa mentre leggete, scusate: è colpa del gorgheggio «ah-ah-ah» che non se ne vuole andare.

  • STU

    • STU è un nome proprio, ma qui è l’ingannevole omofono di «stew» cioè il ragù, lo spezzatino, il «metti tutto nel pentolone e dimenticalo per ore». Vi pare poco? Uno stu (immaginario) sa di infuso d’artiglio e conforto domenicale.

  • SHOVEL

    • La paletta (SHOVEL) da camino è un piccolo super-eroe d’acciaio: sposta la cenere, recupera il tizzo che rotola via, crea il corridoio d’aria. Sporca, sì, ma con nobiltà. La prima volta che l’ho usata mi sono sentito un po’ come un pompiere… solo che il mio “incendio” era ad uso domestico e profumava di castagno.

  • BRAYS

    • BRAYS è il verso dell’asino, ma nel puzzle funge da sosia di “braise”, ovvero la cottura «sotto il fuoco dolce e col coperchio». Quindi… immaginate un ragù che raglia piano. Surreale? Proprio per questo è geniale.

  • BASKET

    • Un cesto (BASKET) di Pasqua è il porta-meraviglie: uova colorate, cioccolatini a forma di coniglio e, se siete fortunati, pure un pezzo di formaggio nascosto sotto la paglia. Quando ero piccolo pensavo che il coniglio lo comprasse al supermercato: in realtà è tutta opera di mani umane… ma il mistero è la metà del divertimento!

  • BELLOWS

    • Il soffietto (BELLOWS) è quel «pallone» di pelle che si schiaccia per mandare un getto d’aria sulle braci. Fa fis-s-s come un piccolo drago. Tecnologia antica quanto la civiltà: perfino gli egizi lo usavano per fucinare il bronzo. E noi modernci? Lo usiamo per accendere il camino e sentirci un po’ medievali.

  • BOYLE

    • BOYLE è il cognome del famoso chimico Robert Boyle, ma qui vale solo perché suona come “to boil”, ovvero «bollire». Gioco puro, lo so: ti mostra un Nobel e ti dice “pensa alla pentola”. Ecco, ora non potrò più leggere la legge dei gas senza sentirmi un po’ cuoco.

  • JOHN TRAVOLTA

    • JOHN TRAVOLTA: basta scriverlo per sentire la base di Stayin’ Alive. Con la giacca bianca e il passo scattante, è diventato sinonimo di disco ball e fiducia in suola. Anche solo pronunciarlo mi fa subito correre a chiudere il colletto come se stessi per entrare in scena.

  • TONGS

    • Le pinze (TONGS) sono l’estensione delle dita che non si scottano: girano la bistecca, tirano fuoco il toast, spostano l’arista… e, nel camino, sorreggono il ciocco ribelle. In assenza di super-poteri, è il nostro arnesi preferito per «non toccare niente».

  • DYE

    • DYE è la tintura, quel flacone colorato che trasforma l’uovo bianco in un piccolo planetario pastello. Il profumo di aceto che si misura all’acqua calda è ormai aroma d’infanzia per molti americani… e per me, che lo rifaccio ogni anno, è l’odore della primavera già confezionata.

  • PLATFORM SHOES

    • Le scarpe con la zeppa (PLATFORM SHOES) ti regalano quei preziosi +10 cm di autostima e quel clack-clack che suona subito da hit parade. Nati nella swinging London, esplosi al disco: John Travolta li ha resi leggenda. Camminarci è come avere un mini-trampolino sotto ogni passo… occhi solo all’equilibrio!

  • EGGS

    • Uovo (EGGS): simbolo di rinascita, base di frittata e oggetto misterioso da nascondere nel prato. Quanti ne rompete a Pasqua durante la tintura? Dico io: almeno due finiscono per “decorare” il lavello. Ma quello che regge l’urto diventa orgoglio familiare: il mio record è ancora un piccolo azzurro del 2017.

  • SEER

    • SEER è il veggente, ma qui fa il verso a “sear” ovvero la cottura alla griglia che sigilla la superficie. Quindi… un profeta del fuoco? Un “medium” che brucia le proteine? L’assonanza è tutto: vi prometto che da oggi vedrete anche i chiaroveggenti come piccoli chef con spatola.

  • POLYESTER SUIT

    • La tuta in poliestere (POLYESTER SUIT) lustra come specchio: non respira, ma fa scena. Negli anni ’70 era il biglietto da visita del disco-dandy, rifletteva i faretti del dance-floor e crepitava di elettricità statica. Ve la immaginate oggi? Sì, è quella che vi resta attaccata alle calze… ma allora era pura eleganza sintetica.

Suggerimenti tematici

  1. FORNITURE DI PASQUA

    • Pensate a coniglietti, prati verdi e mani macchiate di rosso-azzurro-giallo… perché è tutto lì.

  2. ACCESSORI PER IL CAMINO

    • Accendete il cervello: ci servono quattro amici che aiutino il fuoco a «mandare su» lo spettacolo acceso.

  3. ELEMENTI DI "SATURDAY NIGHT FEVER"

    • Pensate al bianco, alla musica che fa click-click delle dita e a un certo signore in giacca da bowling – perché è lì che l’icona è nata. ✨

  4. OMOFONI DI MANTI DI COTTURA

    • Leggetele ad alta voce: a volte «spegnete il fuoco» è un consiglio, altre una parola che «fa il verso» a chi cucina. 🔥

Spiegazione delle risposte

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  1. FORNITURE DI PASQUA

    :BASKET,DYE,EGGS,PEEPS
    • Il canestro (BASKET) per la raccolta, le uova (EGGS) da nascondere, la tintura (DYE) per la tradition color-block e i teneri PEEPS che sembrano marshmallow con la faccia da cagnolino. Metà mondo aspetta la Pasqua solo per questa combo dolce-e-decorativa. Io perdo sempre il conto di quante ne mangio… e voi?

  2. ACCESSORI PER IL CAMINO

    :BELLOWS,POKER,SHOVEL,TONGS
    • Il camino è in realtà una piccola azienda: il SHOVEL per spostare la cenere, il TONGS per girare la bistecca o il ceppo, il POKER per far «respirare» la fiamma e le BELLOWS per soffiare aria come se fosse un drago in miniatura. Senza di loro l’inverno (e l’atmosfera) sarebbe… spento.

  3. ELEMENTI DI "SATURDAY NIGHT FEVER"

    :DISCO,JOHN TRAVOLTA,PLATFORM SHOES,POLYESTER SUIT
    • Sono le superstar d’una serata anni ’70: la musica DISCO che spara dal jukebox, John Travolta che fa il punto con l’indice verso il cielo, le scarpe da astronauta con la zeppa (PLATFORMS) e la tuta lucida che sfiora il polyester al 100 %. Se non vi è venuta voglia di fare il moonwalk… riscrivetevi la scena!

  4. OMOFONI DI MANTI DI COTTURA

    :BOYLE,BRAYS,SEER,STU
    • Boyle → Boil, Seer → Sear, Brays → Brazes (ok, è il trucco della pronuncia), Stu → Stew. Quattro modi per dare al cibo un bollore creativo… solo che il gioco ci ha nascosto le chiave sotto il tappeto dell’omofonia. Se lo capite al primo colpo, vi meritate una stella Michelin virtuale!

Ecco fatto, oggi abbiamo saltato dall’uovo di cioccolato all’insegna di un uomo vestito per ballare la febbre da disco, abbiamo trovato il nome di un povero attore che serve solo per farci sentire un po’ “BoYLE” (ah-ah, scusate) e ci siamo portati il camino in tasca insieme alla pinzetta. Mi resta l’odore di fagaceo misto a paillettes nella mente – e un gran sorriso stampato. Se anche voi, come me, ogni volta partite pensando «ma che cavolo c’entra una parola con l’altra?» e finite per urlare «ma certooo!», allora ci siamo appena beccati. Alla prossima griglia, con altre storie da scoprire e altre piccole gioie da brindare. Intanto… accendiamo un ricordo al fuoco, mettiamo su un po’ di disco e ci godiamo la sera. A domani, amici di penna e di parole!