15 febbraio 2026

NYT Connections Hint - 15 febbraio 2026

San Faustino, patrono dei single, oggi mi ha fatto compagnia con un Connections che sembrava uno speed-date di parole: 16 pretendenti, 4 tavoli e il cuore in subbuglio. Parto sempre convinta di «sentire» il collegamento al primo sguardo, e invece finisco per farmi messaggiare dall’inferiority complex mentre cerco di capire perché Oedipus e Atlas stiano nella stessa stanza. La buona notizia? Alla fine il «click» arriva, quello vero, e ti senti un genietto in mezzo al circo. Pronti a mettervi in linea e spettegolare con me?

Spiegazioni delle parole

  • CALLIOPE

    • In mitologia è la musa dell’epica, ma oggi la sento più come un nome d’arte per un centralino dal tono poetico. Curiosità: se la chiami al telefono, forse ti risponde con un esametro dattilico.

  • SUPERIORITY

    • Quella sensazione di dover sempre essere «uno sopra» agli altri. Io la chiamo «la ruota panoramica» del complesso: ti alza, ma se si rompe il motore è un botto.

  • RINGMASTER

    • Il domatore di leoni del circo, ma anche il «padrone degli squilli»: basta dividere RING-MASTER e ti arriva il tarlo del «telefonata». Viola di Topolino anni ’90, anyone?

  • ATLAS

    • Per me è il «tuttofare» della geografia: lo trovo sempre aperto sulla pagina dell’Ucraina, da prima che fosse «notizia». Il mio sogno? Un atlante che si aggiorni da solo, tipo Google Maps cartaceo.

  • OEDIPUS

    • Il re-tragedia per eccellenza: si è scavato gli occhi, ma noi ci scaviamo il cervello per capirlo. Quando lo trovo nel puzzle mi viene sempre da dire «mamma mia!»… ops, freudiano slip.

  • BUZZARD

    • Nient’altro che un avvoltoio, ma la parte «buzz» mi ricorda il ronzio del telefono quando squilla. Morale: mai fidarsi di chi ti chiama con il fiato di carogna.

  • ECHO

    • Il mio preferito quando si parla di ricordi: è la voce dei corridoi vuoti, il gemello acustico di un «mi manchi». Se potesse, ogni eco firmerebbe i suoi rimbombi con un «torna».

  • ELECTRA

    • La sorella minore (e un po’ vendicativa) del complesso di Edipo. Spoiler: non ha nulla a che fare con la Marvel, anche se il nome fa venire voglia di super-poteri elettrici.

  • TRACE

    • Un filo sottile che collega presente e passato. Io ne ho una sui fogli d’autunno: bastano due foglie giallastre e mi ritrovo in terza media a fare carte folli.

  • DIALECT

    • Un tipo di lingua locale e, se la spezzi, ti viene fuori DIAL-ECT: ecco il «prefisso» che ti ricorda di chiamare casa. Linguistica e telefonia, il matrimonio che non ti aspetti.

  • INFERIORITY

    • Quel fastidioso «ma chi me lo fa fare?» che ci portiamo dietro. Viene spesso in coppia con la superiority, tipo duo comico: uno tira l’altro in ballo e alla fine fai il siparietto da solo.

  • DICTIONARY

    • Il mio pronto soccorso linguistico: lo apro quando scrivo e temo di aver inventato una parola. Simpatia primordiale: lo sai che «dizionario» deriva dal latino «dictio»? Mi piace pensare che ogni voce sia un «detto» che non muore mai.

  • THESAURUS

    • Il «paroliere» preferito degli studenti in crisi d’ispirazione. Prima di esistere come sinonimi-rotocalco era solamente un vocabolo greco che significava «tesoro». Il che spiega perché, quando lo trovi, ti senti ricco di alternative.

  • REMINDER

    • Il post-it della memoria: lo attacchi dove ti fa male dimenticare. Il mio preferito è ancora appeso allo specchio: «Respira, non è tutto un Connections da risolvere».

  • ENCYCLOPEDIA

    • Il «tutto-su-tutto» che ai tempi pre-Google tenevamo sullo scaffale più alto. Ogni pagina è una galassia: apri a caso e scopri che i fenicotteri sono rosse per la dieta di gamberetti. Conoscenza casuale level 1000.

  • VESTIGE

    • Proviene dal latino «vestigium», l’impronta del piede. Mi piace pensarla come la prova che «qualcuno è passato di qui» – un qualcuno che può essere anche il tuo io di dieci anni fa.

Suggerimenti tematici

  1. REFERENCE BOOKS

    • Pensa ai tomi che svettano in bella fila sulla mensola: uno mostra mappe, uno elenca mondi di parole, uno spiega tutto su tutto e l’ultimo è un tesoro di sinonimi. Quale posto occupano nella tua vita? 🤓

  2. SOMETHING THAT BRINGS BACK MEMORIES

    • Quattro modi per dire «questo mi riporta a…» senza usare la parola nostalgia. Chiudi gli occhi: cosa ti risuona dentro?

  3. KINDS OF COMPLEXES

    • Sono tutti «pesi» che la psicoanalisi ha catalogato: coppie familiari, rivalità, autostima. Ti suona familiare?

  4. STARTING WITH WAYS TO REACH SOMEONE VIA PHONE

    • Ognuno nasconde un modo per contattarti: c’è chi ronza, chi squilla, chi compone e chi fa da «padrone» del circo… ma attento alla prima sillaba!

Spiegazione delle risposte

Clicca per rivelare le risposte!
  1. REFERENCE BOOKS

    :ATLAS,DICTIONARY,ENCYCLOPEDIA,THESAURUS
    • Se anche a scuola avevi l’Atlante sul banco e il Dizionario sul comodino, sai già perché questi quattro vanno d’accordo: sono i nostri «soccorritori» quando la memoria fa flop. L’atlante ci salva quando non ricordamo dove diavolo sia il Kirghizistan, il dizionario quando confondiamo «acume» con «acume» (ok, magari sono solo io…), l’enciclopedia quando vogliamo diventare improvvisamente esperti di navi vichinghe e il thesaurus quando cerchiamo un sinonimo di «bello» che non suoni anni ’90. Insomma, sono il dream-team della conoscenza, pronti a raccoglierci ogni volta che cerchiamo un «aiutino» culturale.

  2. SOMETHING THAT BRINGS BACK MEMORIES

    :ECHO,REMINDER,TRACE,VESTIGE
    • Ogni parola qui è un piccolo portachiavi dell’anima: ti riporta indietro con un click. L’eco è il rimbombo di una voce che non senti più, il reminder quella nota sul frigorifero che ti fa arrossire («chiama la mamma!»), la trace è la scia di profumo di un’estate perduta e il vestige… beh, è il sassolino conservato dentro una scatola di latta che ricorda un viaggio mai dimenticato. Se anche tu custodisci ricordi in spazi minuscoli, questa categoria ti abbraccia forte.

  3. KINDS OF COMPLEXES

    :ELECTRA,INFERIORITY,OEDIPUS,SUPERIORITY
    • Freud si strofinerebbe le mani: qui siamo nel regno dello «psiche-cinema»! Edipo e la madre, Elettra e il padre, poi la sensazione di non valere abbastanza (inferiority) o di dover sempre primeggiare (superiority). Sono tutte «storie» che portiamo in tasca, pronte a saltar fuori al primo confronto. La cosa buffa? Quando le riconosciamo, smettono di comandare. Un po’ come accorgersi che il mostro sotto il letto è solo un pigiama buttato lì.

  4. STARTING WITH WAYS TO REACH SOMEONE VIA PHONE

    :BUZZARD,CALLIOPE,DIALECT,RINGMASTER
    • Se stai pensando al circo, stai sbagliando: qui si parla di «telefono-azzardo»! Prendi la parola BUZZARD (poi c’è BUZZ, il ronzio) e aggiungi un bel «-ard» finale; CALLIOPE diventa CALL-IOPE, cioè «chiamata»; DIALECT nasconde DIAL, il prefisso americano per «comporre»; RINGMASTER… beh, immagina il «ring» come squillo! È il trucco più «audace» del giorno: parole che iniziano come un segnale in uscita. A metà del ragionamento ho quasi sentito il telefono vibrare!

Alla fine il tabellone è completo e mi sento un po’ come dopo aver chiuso l’ultimo volume dell’enciclopedia: stanca, soddisfatta e pronta a ricominciare. La curiosità che mi ha trascinata da un gruppo all’altro è la stessa che provo quando trovo una parola nuova: voglio saperne sempre di più, anche se so di non poterla mai conoscere davvero tutta. Se anche tu oggi hai fatto fatica, ricordati che sbagliare è solo un vestigio del tuo prossimo successo. Domani torneremo qui, con i neuroni ancora un po’ accaldati e il cuore pronto a illuminarsi al primo «clic» di comprensione. A presto, e portati dietro anche i tuoi «complessi»: qui trovano sempre casa. 😉