NYT Connections Hint - 9 febbraio 2026
Salve, amici dell’ordine (e del disordine) lessicale! 🧶 Oggi il mio caffè aveva il sapore di lana mouliné perché, giuro, mi sono ritrovata a fissare una griglia che sembrava il cassetto della nonna: spilli, rocchetti, forbici… e una parola che urlava «poker» nel mucchio. Ho pensato: «Ma che ci fa un royal flush tra i fili da ricamo?». E invece, come al solito, il gioco ci guardava dall’alto con sufficienza, pronto a ricordarci che «draw» non è solo disegnare. Preparatevi a un giro tra metodi, paghe d’autore e tratti quasi al vento — io ancora non so se ho vinto o mi sono solo intrecciata nei ragionamenti!
Spiegazioni delle parole
APPROACH
APPROACH è il primo approccio, quello timido ma deciso. Io lo associo al momento in cui, da ragazzina, ho sgattaiolato verso il primo gattino randagio: passo dopo passo, fiato corto… e poi zampa alla caviglia — vittoria! In termini tecnici, significa metodo, modo di affrontare qualcosa; in termini umani, è il primo metro di una maratona di idee.
BONUS
BONUS: la parola magica che fa drizzare le orecchie a qualsiasi pendolare. Ricorda quel collega che dice «arriverà il tredicesimo?» – ebbene, è un bonus! Dal latino bonus («buono»), è il regalo che la vita (o l’azienda) ti fa quando meno te l’aspetti. Attenzione: se lo scrivi al contrario quasi leggi «sunob»… che suona comunque allegro!
POKER
POKER mi fa tornare in mente la notte in cui ho bluffato con patatine al pomodoro invece delle fiches. È un gioco, ma anche un’arte: sa stare nel gruppo «DRAW ___» perché si «tirano» le carte. Dal francese poque, bara e scommesse incluse. Se non avete mai gridato «all-in» almeno una volta nella vita, che poker è?
NEEDLE
NEEDLE: la santa paletta del ricamo. Una volta ho infilato un ago con filo arancione per cucire il bottone dell’impermeabile di mio fratello — ancora oggi mi ringrazia (e il bottone regge!). Tecnicamente è l’ago, ma anche il puntale del giradischi, l’indicatore della scala o quel «something sharp» nei discorsi. Insomma, fa punti ovunque.
STRAWS
STRAWS: cannuccine, pagliuzze, e quel gioco dell’「uno di questi è più corto». Quando si dice «draw straws» si «pesca la paglietta» per decidere chi paga la pizza. Il verbo draw qui significa «tirare» e la tradizione vuole che il più corto becca il pasticcio. Morale: scegliete sempre la cannuccia rossa, quella sembrerà più corta ma in realtà è fortunata.
LOOM
LOOM: il telaio, il «letto» dove il filo sogna di diventare stoffa. Se lo dite ad alta voce sembra persino un verso di civetta, loom-loom. In senso figurato può anche essere «incombere» (to loom), ma oggi stiamo dalla parte delle trame, non delle minacce. Io lo vedo come un piccolo pianoforte di legno che suona note di lana.
STYLE
STYLE: stile, modo, cipiglio. Ecco, il mio stile di scrittura a volte è «caffè + pausa pantofola». Deriva dal latino stilus, la punta con cui si scriveva su tavole di cera. Quindi ogni volta che firmate un messaggio WhatsApp, state usando uno stilus elettronico. Stile è anche quel qualcosa che non si può comprare ma, a quanto pare, si può indovicchiare nelle Connections!
ADVANCE
ADVANCE: l’anticipo, il «prima» che tutti apprezzano. Per uno scrittore è il momento in cui l’editore dice «ti do una parte ora, il resto se finisci il capolavoro». Viene dal francese avance. Psicologicamente è un booster di autostima: soldi prima della gloria. Attenzione però, se lo usate come verbo e vi dicono «advance with caution», significa che dovete muovervi come gatto su vetri rotti.
NEAR
NEAR: vicino, ma non troppo. È la distanza emotiva perfetta per sussurrare un segreto senza alitare in faccia. In «draw near» diventa come un invito a «avvicinati». Il bello del gioco è che lo collegate a STRAWS, POKER e THE LINE e improvvisamente «near» è un verbo: «avvicinarsi alla linea», «tirare le pagliuzze vicine»… un po’ come avvicinarsi al forno quando sentite odore di pizza.
WAY
WAY: la via, il modo, il sentiero nerd. In The Way di Martin Sheen è un cammino fisico; in Connections è un metodo. «Where there’s a will, there’s a way» recita il proverbio: tradotto, «Se hai la volontà trovi il cruciverba». Etimologia: dal tedesco Weg. Io lo uso almeno venti volte al giorno, specialmente quando non so spiegare come ho azzeccato la categoria.
SCISSORS
SCISSORS: forbici. Ricordo ancora il primo giorno di scuola con le forbici arrotondate in plastica rosa. Oggi le uso per tagliare etichette, ma dentro di me urla la bambina che vuole fare collages di dinosauri. Dal latino cisoria («cosa che taglia»), sempre al plurale — provate a dire «scissor» e vi guarderanno storto pure i gatti.
FEE
FEE: la parolina che fa drizzare il portafogli. Può essere la tassa del parcheggio o l’onorario del traduttore (che, trust me, lo merita). Dal tedesco Vieh («bestiame»), perché un tempo le imposte si pagavano in capi di bestiame. Oggi, fortunatamente, accettano anche PayPal.
ROYALTY
ROYALTY: reale è il feeling quando questa parola appare. È il compenso ricorrente per ogni copia venduta, il «grano» che conta più del grano. Curiosità: royalty ha la stessa radice di regale. Quindi ogni volta che incassate una royalty, siete tecnicamente sovrani del vostro manoscritto. Corona d’alloro opzionale ma consigliata.
YARN
YARN: il filo che lega i sogni (e i calzini). In inglese è anche una «storiella» inventata: to spin a yarn significa «tirare un bidone narrativo». Quindi il vostro sciarpone fatto all’uncinetto altro non è che una storia di lana. Se vi capita di camminare per Belfast chiederanno «Any yarn?» — non cercano gomitoli, vogliono sapere se avete pettegolezzi!
MANNER
MANNER: il modo di porsi, l’etiquetta in tasca. Mi piace pensarlo come il «come» che ci salva dai «che» cattivi. Ricorda: mind your manners («fai attenzione alle maniere») è la frase che mi sibila la coscienza ogni volta che voglio strillare al telemarketing. Dal latino manuarius, «che si fa con la mano»: in effetti le buone maniere le «costruiamo» giorno per giorno.
THE LINE
THE LINE: la linea, il confine, il «qui e non oltre» di cartone animato. In «draw the line» diventa il momento in cui dici basta — utile in ufficio, in amore e a tavola quando il riso comincia a colmare il piatto. Per me l’ho drawn quando ho capito che più di tre caffè al giorno trasformano il mio cuore in un treno a vapore. E voi, dove tracciate la vostra?
Suggerimenti tematici
USATI NEL TESSERE
Pensa a chi lavora a maglia: serve uno strumento per infilare, uno per tagliare, il filo e… il "pianoforte" del tessitore!
METODO
Quando cerchi il "come" più che il "cosa": quattro facce della stessa medaglia.
TIPI DI PAGAMENTO PER UN AUTORE
Sogni di vivere di soli royalty? Ecco le quattro forme d’arte-checca!
DRAW ___
Tira fuori il significato nascosto… o forse «tira» è la chiave!
Spiegazione delle risposte
Clicca per rivelare le risposte!
USATI NEL TESSERE
:LOOM,NEEDLE,SCISSORS,YARNIl telaio (loom) è il re del tessuto, gli spilli (needle) sono le sue dame, le forbici (scissors) il temuto boia e il filo (yarn)… beh, è la storia infinita che li tiene insieme! Mi ricorda quando mia nonna, settembre dopo settembre, mi portava a scegliere gomitoli colorati e poi mi rimboccava: «Non serve solo tagliare, serve anche ricucire». Insomma, chi ha detto che la vita non è un grande arazzo?
METODO
:APPROACH,MANNER,STYLE,WAYQuattro modi di dire «come ci arrivo?» in un colpo solo. APPROACH, MANNER, STYLE e WAY sono sinonimi che ballano la stessa bossa nova del «metodo». Li ho visti lì, in bella fila, e mi sono immaginata il mio prof di filosofia al liceo che urlava: «Trovate il VOSTRO modo!». In effetti, anche ogni giorno ha il suo stile: oggi il mio era "caffè + ordine alfabetico"… e a voi?
TIPI DI PAGAMENTO PER UN AUTORE
:ADVANCE,BONUS,FEE,ROYALTYChi scrive sa che prima o poi arriva il giorno del «congratulazioni, firmi qui». ADVANCE (l’anticipo) è la mancia che ti fa comprare tempo, BONUS la ciliegina, FEE l’onorario (che fa sempre piacere) e ROYALTY… beh, quella è la promessa di un principe — o principessa — che continua a pagarti mentre dormi. Unica nota: quando vidi il mio primo assegno, urlai più forte che al concerto dei Coldplay.
DRAW ___
:NEAR,POKER,STRAWS,THE LINEDRAW ___ è il classico spazio da riempire con un po’ di inglese «idiotico». DRAW straws (pescare una paglietta), draw near (avvicinarsi), draw the line (dare un limite) e draw poker (la variante di poker dove puoi cambiare carte). Il bello è che tutti questi «draw» non hanno nulla a che fare con disegnare… tranne che nel senso metaforico di "tirare fuori" qualcosa. Io, per dire, ho tirato fuori le orecchie dal cappello quando ho capito l’inghippo!
Ehilà, mi lascio sempre con un filino di parole ancora da smettere di pizzicare! Oggi è stato un bel giro tra paghe d’autore, tela di un telaio e tratti (quasi) al vento. Quando il gruppo «DRAW ___» mi si è palesato, ho fatto quella specie di risatina soddisfatta che si fa solo quando il cervello fa click come un ago che trova il maglia giusta. E voi, avete azzeccato subito ADVANCE e compagnia, o siete andati in brodo di spilli? Fatemi sapere, e ricordatevi: anche se il passo è «near the line», basta un filo di buonumore per non cadere mai. Ci risentiamo domani – portate con voi un po’ di lana, chissà che non la ricuciamo insieme!